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23/09/2021

Il successo delle città europee arriva anche da approcci ecologici

economia circolare

L’Unione europea mette a disposizione politiche, come la Strategia per la diversità dell'UE per il 2030 e quella sull'adattamento ai cambiamenti climatici, finanziamenti e linee guida sugli appalti verdi, come la  nuova Carta di Lipsia, il documento che fornisce il quadro politico per lo sviluppo urbano sostenibile in Europa. 
Tutto questo è necessario per favorire uno sviluppo urbano sempre più sostenibile ed alcune città europee stanno sfruttando al massimo questa opportunità, per migliorare le proprie strategie di pianificazione dello sviluppo urbano e per avviare progetti innovativi e rivolti ad una concreta transizione verde.
Ulteriori passi avanti si stanno facendo anche grazie al Green Deal europeo, infatti, nel 2020, è stato adottato anche un nuovo piano d'azione per l'economia circolare (CEAP).

Nell’ambito dell'agenda urbana dell'UE, sono stati istituiti tre partenariati multi-stakeholder per informare e migliorare le pratiche di sviluppo urbano sostenibile:

  • partenariato per l'economia circolare
  • partenariato per gli appalti innovativi e sostenibili
  • partnership per l'uso sostenibile del territorio

Inoltre, sono state progettate strategie urbane integrate con il sostegno del FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale), URBACT e i programmi Urban Innovative Actions (UIA), che aiutano anche le città a sviluppare iniziative specifiche.

Esempi di soluzioni sostenibili all'avanguardia nelle città europee
In Italia, un esempio di buona pratica, nell’ambito del programma URBACT, è dato dal progetto che si è recentemente concluso, a giugno 2021, il progetto C-Change al quale ha partecipato la città di Mantova insieme ad altri 4 Paesi europei (Portogallo, Polonia, Croazia e Germania), al fine di usare le arti per interagire con le persone sul cambiamento climatico.
Si può far risalire invece a qualche tempo fa, tra il 2015 e il 2018,  un’altra buona pratica, quando il Comune di Milano ha partecipato al progetto di rete BOOSTINNO tra 10 città europee, sostenuto dal programma Urbact III (2014-2020) per sostenere lo sviluppo dell'Innovazione sociale e cercare soluzioni nuove soluzioni per uno sviluppo urbano sostenibile.

E tanti altri ancora che riguardano il territorio lombardo sono disponibili qui.

Spostandoci invece in Emila Romagna, la città di Bologna ha iniziato a rivedere il suo Piano Urbanistico Generale nel 2018. Il nuovo piano abbraccia i principi dell'economia circolare promuovendo sia la rigenerazione dei suoli, sia la riduzione della dispersione urbana, che in gergo viene chiamata “sprawl urbano”, favorendo il restauro e la rigenerazione di aree inutilizzate e vecchi edifici.

Passando dall’Emilia Romagna alla Toscana, il Comune di Prato sta portando avanti una serie di iniziative per promuovere la sostenibilità. Ad esempio, il progetto Più Prato sta aiutando a riqualificare il quartiere Macrolotto Zero della città, per renderlo più vivibile ed economicamente più attrattivo. C’è poi il progetto Prato Urban Jungle per restituire natura a determinati quartieri attraverso lo sviluppo di spazi verdi.

Spostandoci nei Paesi Bassi e precisamente in Olanda, troviamo la città olandese di Haarlem, che è il coordinatore della Partnership on Innovative and Responsible Public Procurement. La città ha anche creato dei centri di cooperazione locale, che si concentrano sulla definizione di strategie di approvvigionamento sostenibile.

In Slovenia, invece, a Maribor, attraverso un’iniziativa che ha ricevuto finanziamenti dal progetto Greencycle sostenuto dal FESR, sono stati sviluppati dei modi per selezionare degli interventi urbani di grande impatto che tengano conto delle esigenze economiche, ambientali e sociali, favorendo così la strategia di economia circolare. Sempre a Maribor, si sta sviluppando il progetto Urban Soil 4 Food, per ridurre la quantità di rifiuti biologici ed edili che finiscono in discarica, deviandoli nella produzione di suolo per giardini, spazi verdi e cantieri.

Nell’estremo nord, in Norvegia, la città di Oslo è coordinatrice della Circular Economy Partnership. Uno dei risultati chiave della partnership è lo sviluppo di una serie di 29 indicatori di performance per misurare i progressi di una città verso un modello di economia circolare. La città ha sviluppato una serie di iniziative per ridurre i rifiuti. Ha istituito nove min-stazioni di riciclaggio per facilitare ai residenti lo smaltimento di piccole quantità di rifiuti ingombranti e pericolosi senza la necessità di un veicolo proprio.

Sul tema
Per ulteriori informazioni può essere utile la lettura del contenuto del documento allegato, redatto dalla Commissione europea – DG Politica regionale ed Urbana, che intende mostrare pratiche ed esperienze su come diversi strumenti e su come il sostegno finanziario possono aiutare le città ad affrontare le loro sfide in modo strategico verso una città sostenibile.
Il documento fa parte di una serie di articoli basati sui 14 partenariati dell'agenda urbana per l'UE ed è strutturato attorno alle tre dimensioni della città della Nuova Carta di Lipsia (la Città Produttiva, la Verde e la Città Giusta).

 

Redazione Europe Direct Lombardia
@ED_Lombardia
europedirect@regione.lombardia.it

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