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07/07/2021

Sviluppo sostenibile in Europa: disponibile il report statistico 2021 che monitora i progressi verso gli obiettivi dell’Agenda 2030

Report progressi SDG

Eurostat ha pubblicato l’edizione 2021 del report statistico “Sustainable development in the European Union. Monitoring report on progress towards the SDGs in an EU context”, che presenta una panoramica statistica degli ultimi 5 anni, includendo anche il periodo pandemico, relativa ai progressi compiuti  per raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile prefissati dall’Agenda 2030. Gli stessi obiettivi che, data la loro rilevanza, sono strategicamente presenti anche nelle 6 priorità della Commissione europea, rafforzandone così ulteriormente tutte le altre politiche, come quelle sulla ricerca, la salute, il digitale, per citarne alcune.

I 102 indicatori utilizzati per monitorare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS/SDGs - Sustainable Development Goals) mostrano che l’UE, nel complesso, ha compiuto dei passi in avanti verso la maggior parte degli obiettivi e pongono l’attenzione sui primi risultati impattanti sull’Europa, relativi anche all’anno pandemico 2020.

Alcune informazioni significative che emergono da questa analisi sono che:

  • l’Europa ha compiuto dei progressi negli ultimi 5 anni verso il raggiungimento dell’obiettivo 16 “Pace, giustizia e istituzioni forti”. Infatti i dati mostrano che i cittadini europei che segnalano crimini, violenze e atti vandalici nei propri quartieri è scesa dal 13,6% del 2014 all'11% nel 2019. Nello stesso periodo, la spesa pubblica per i tribunali europei è però aumentata di circa il 16%
     
  • ci sono degli evidenti progressi nella riduzione della povertà e dell’esclusione sociale (obiettivo 1) e un miglioramento della situazione sanitaria dell’UE (obiettivo 3). In particolare, in base ai dati raccolti nel report, che prendono in considerazione il periodo dal 2015 al 2019, l'UE ha visto una riduzione di 12,7 milioni, il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale. Si tratta di sviluppi positivi che hanno permesso di affrontare meglio la crisi del COVID-19
     
  • la valutazione degli obiettivi rimanenti tiene conto ovviamente della pandemia che ha notevolmente rallentato i progressi medi segnalati. E ad esempio, nel settore economico e del mercato del lavoro (obiettivo 8), la crisi da COVID-19 ha interrotto il miglioramento continuo osservato a partire dal 2013. Impatti dello stesso calibro si osservano nei settori dell’istruzione (obiettivo 4), della parità di genere (obiettivo 5), delle altre forme di disuguaglianze (obiettivo 10), nei partenariati globali e nei mezzi di attuazione (obiettivo 17), in cui, i dati del 2020, mostrano un chiaro peggioramento per i singoli indicatori
     
  • una forma di un moderato progresso è riscontrabile per le città sostenibili (obiettivo 11), il consumo e la produzione (obiettivo 12), l’agricoltura sostenibile (obiettivo 2) e il settore ricerca, sviluppo e innovazione (obiettivo 9). Per questi obiettivi, comunque, non sono ancora disponibili i dati del 2020, quindi si tratta di valori stimabili, per i quali, la loro valutazione riflette il periodo antecedente l’inizio della pandemia
     
  • in base alla serie di indicatori, la valutazione complessiva dell’obiettivo 13 “Azione per il clima” rimane più o meno neutrale. Sono visibili delle positive tendenze per la mitigazione del clima (come la quota crescente di energie rinnovabili) e il sostegno all’azione per il clima (come il crescente sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo) ma la stessa valutazione riceve un influsso negativo dall’intensificarsi degli impatti climatici, come l’aumento delle temperature medie
     
  • per l’obiettivo 7 “Energia pulita e accessibile” e l’obiettivo 15 “Vita sulla terra”, i dati mostrano complessivamente un leggero allontanamento dell’UE dai rispettivi obiettivi di sviluppo sostenibile. Nello specifico, per l’obiettivo 7, questa valutazione complessivamente leggermente negativa è dovuta agli aumenti del consumo energetico dell’UE nel periodo preso in considerazione che va dal 2014 al 2019 e quindi non riflette ancora le riduzioni, almeno temporanee, previste per il 2020. La valutazione dell’obiettivo 15 mostra che gli ecosistemi e la biodiversità rimangono sotto la pressione condizionata dalle attività umane
     
  • per gli obiettivi che hanno come tema l’acqua, l’obiettivo 6 “Acqua pulita e servizi igienico-sanitari” e l’obiettivo 14 “Vita sott’acqua”, mancano dati sufficienti relativi agli ultimi 5 anni, pertanto non possono essere adeguatamente calcolate le tendenze complessive europee. Questo si spiega dato che, nella relazione di monitoraggio, le tendenze degli indicatori sono valutate su due periodi, se la disponibilità dei dati lo consente: il breve termine/periodo, tenendo conto degli sviluppi negli ultimi 5 anni, e il lungo termine/periodo, considerando le tendenze degli ultimi 15 anni.

Per ulteriori approfondimenti consultare le pagine utili:
I capitoli tematici, uno per ciascuno dei 17 SDGs, forniscono una valutazione dettagliata di ciascun indicatore
Dettaglio open data per singolo Stato membro dell'UE
 

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Redazione Europe Direct Lombardia
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